Psiconline ADV

Dott. Alessandro Fortunato
Arianna Ciamarone

Psiconline®
Settore Advertising
Tel. 085 817699 int.44

Contatto Skype
Il mio stato

Lunedì / Venerdì
ore 10.00 - 18.00

Chiama per qualunque
esigenza di tipo pubblicitario!
Siamo a tua disposizione
per consigliarti ed aiutarti!

Negli orari in cui non siamo presenti in sede, inviaci una email a:

Psiconlineadvmini

Ti risponderemo al più presto!

 

Psicologo? Psicoterapeuta?

Il tuo nome non può mancare.

Non puoi non farti conoscere da chi ha bisogno della tua professionalità.

Scopri le proposte che ti abbiamo riservato

Home Area Pubblica Adolescenti e over 30 sempre online, 170 in cura a Roma per disintossicarsi

pubblicità

Adolescenti e over 30 sempre online, 170 in cura a Roma per disintossicarsi
mamma-al-lavoro1
Una vita sempre online. Adolescenti che, come prima cosa appena rientrati a casa, accendono il pc e non si staccano più da Facebook; trentenni preda
del gioco d'azzardo o della pornografia in rete; coppie in crisi per colpa di Internet, con un aumento dei casi di spionaggio della vita 'virtuale' del partner. E' la web-mania, fenomeno dilagante anche in Italia, che in molti casi sfocia in una vera e propria dipendenza. Oltre 170 'malati' di Internet si sono rivolti al Centro per le psicopatologie da web del Policlinico Gemelli di Roma, in poco più di un anno dalla nascita della struttura.

A disintossicarsi dalla rete, Facebook e social network in testa, sono soprattutto giovani adulti e ragazzini accompagnati da genitori preoccupati, spiega Federico Tonioni, lo psichiatra che dirige il Centro capitolino. "Aggressività e depressione sono i primi sintomi di astinenza da pc che vediamo nei nostri pazienti - racconta l'esperto all'Adnkronos Salute - mentre il principale segno di intossicazione è la dissociazione".

Secondo Tonioni, infatti, quando si chatta, si curiosa nei profili degli amici, si gioca o si guardano i porno "non siamo concentrati come quando lavoriamo al pc, ma piuttosto assorti. E' come in un sogno a occhi aperti, siamo lievemente dissociati. Il punto è che questo straniamento non dura qualche minuto, ma va avanti per un tempo indeterminato: si può stare così davanti allo schermo per ore e ore, e questo non è più fisiologico". Anche perché, sottolinea, la mente si abitua. "Vediamo adolescenti estraniati anche quando non sono connessi: a casa, a scuola o in qualunque altra attività non partecipano mai attivamente". Le interminabili sedute davanti allo schermo gettano i teenager - soprattutto maschi, anche se le ragazze sono in aumento - in una sorta di trance permanente.

Gli 'schiavi' della rete, che non riescono a stare 'scollegati' altrimenti vanno in astinenza, seguiti al Centro del Gemelli sono ragazzini che letteralmente vivono sui social network; adolescenti dai 13 ai 20 anni, soprattutto maschi, appassionati di giochi di ruolo, in particolare quelli di guerra; uomini dai 30 anni in su con problemi di gioco d'azzardo e sesso virtuale.

In questo quadro i social network occupano un posto a parte. Parlare di dipendenza da Facebook è, per l'esperto, riduttivo. "E' un fenomeno più complesso, senza confini, che comporta aspetti patologici nuovi: stati dissociativi, narcisismo, paranoia". Tanto che, anche se fra i pazienti in cura al StudentiAlComputer
Centro non ci sono coppie, si assiste a un aumento dei partner che spiano la compagna o il compagno, spinti da una paranoia sempre più fuori controllo. Creno falsi profili e identità, entrano in contatto con il partner, lo provocano anche con avance o appuntamenti per vedere la reazione, oppure ricorrono a software 'spia' che tengono sotto controllo sms, e-mail, messaggi Facebook.

"Siamo di fronte a un cambiamento nel modo di pensare e di comunicare in atto da anni, soprattutto nelle nuove generazioni. Gli adolescenti non hanno conosciuto un mondo prima del computer e di Internet. Il modo di relazionarsi - sottolinea - è diverso da quello tradizionale: sempre più le relazioni sono web-mediate". Passano, cioè, attraverso la rete e i social network sono una finestra sempre aperta sul proprio microcosmo più o meno allrgato.

Facebook e affini, prosegue Tonioni, "hanno un enorme potenziale seduttivo sui giovanissimi, intanto perché a quell'età si è affamati di relazioni con i propri pari, che in rete possono allargarsi virtualmente a dismisura, e poi perché si salta la comunicazione non verbale, in un momento di rapporto delicato con il proprio corpo".

Questa generazione digitale spiazza i genitori. "Madri e padri - racconta - non sanno davvero che pesci prendere. La comunicazione virtuale è invasiva, non ci sono regole che tengono. Così i genitori affrontano la situazione in modi diversi: si va dalla proibizione, con il sequestro del modem, all'accettazione o anche allo spionaggio. Molti adulti creano falsi profili e chiedono l'amicizia ai figli, infiltrandosi nel loro mondo".

In aiuto alle mamme e ai papà più o meno preoccupati, annuncia Tonioni, arriverà a maggio un manuale sulla dipendenza da Internet, edito da Einaudi: "E' un piccolo passo verso la digitalizzazione dei genitori per capire il fenomeno di cui stiamo parlando", conclude.

Tratto da "Yahoo.it"



Pubblicità

I cookie ci aiutano a fornirti i nostri servizi.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Maggiori informazioni