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L'Aquila e i Sintomi del Disturbo Post-Traumatico da Stress

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L'Aquila 07/07/2011 ore 00:28 - Una nuova scossa di terremoto di magnitudo 3.3 è stata avvertita dalla popolazione nell'Aquilano.
L'epicentro, secondo quanto fa sapere la Protezione civile, è stato registrato nei comuni di Barete, Pizzoli e Cagnano Amiterno.
Non ci sarebbero danni.

La scossa è stata seguita da una replica di minore entità.

Torna la paura tra gli abitanti della città; ma in che modo reagiscono gli Aquilani?
Le reazioni caratteristiche di un’esposizione ad un evento traumatico, come è stato appunto il terremoto in Abruzzo, vengono così elencate:

-intensa e persistente paura
-sensazione di impotenza
-sentimenti di orrore

Per comprendere se il terremoto ha causato una reazione tipica da DPTS bisogna analizzare i seguenti sintomi:

-la persona tende a rivivere l’evento attraverso ricordi ed immagini ricorrenti dei momenti successivi alla scossa.
-in alcuni casi sono presenti sogni ricorrenti, incubi in cui l’individuo rivive particolari scene dell’evento traumatico.
-esistono casi in cui le persone,improvvisamente, perdono il contatto con la realtà e iniziano a comportarsi, per qualche istante, come se si trovassero proprio sul luogo della tragedia, arrivando a provare terrore.
-quando viene esposta a qualcosa che somiglia al terremoto, può accadere che la vittima provi intenso disagio psicologico.
-la persona che soffre di DPTS generalmente tende ad evitare il più possibile tutto ciò che viene associato al trauma: si sforza di dimenticare, cerca di scacciare i ricordi dei momenti successivi alla scossa, evita il più possibile di parlarne.
-possono manifestarsi amnesie per alcuni particolari legati al terremoto. A questo può essere correlata una certa difficoltà a provare e esprimere le proprie emozioni.
-il futuro viene percepito in modo molto negativo.

Queste reazioni possono manifestarsi quasi subito, anche se molti casi di DPTS esordiscono anche mesi o anni dopo l’evento traumatico.
Questo tipo di disturbo può interferire sia sul presente che sul futuro della persona colpita.
Chi ne soffre può diventare sempre più ritirato e isolato. Vivere sentendosi costantemente minacciati diventa molto stressante, al punto da interferire sulle proprie relazioni familiarib

sociali. La paura e l’incertezza divengono  sempre più presenti e accompagnano ogni scelta quotidiana.

Frequenti sono le associazioni tra DPTS e Depressione, oppure Disturbo di Panico. In generale chi ha vissuto un trauma e manifesta i sintomi caratteristici del DPTS può sviluppare disturbi psichici anche se in precedenza non ne ha mai sofferto. anche se ovviamente alcune persone sono più vulnerabili di altre.

A due anni dal terremoto che ha sconvolto L’Aquila,è stato effettuato il primo studio al mondo che valuta l’impatto psicologico di un disastro naturale su dei bambini e ha coinvolto circa 1800 bimbi, dei quali 550 tra i 3 e 5 anni e oltre 1200 tra i 6 e i 14 anni di età. L’indagine è stata suddivisa in due parti. Nella prima sono stati sottoposti a screening circa 1800 bambini tramite un questionario ai pediatri di famiglia, con cui si doveva valutare l’eventuale presenza di disturbi psicopatologici. Da questa prima fase 320 bambini, dei quali 230 residenti all’Aquila, sono risultati affetti da disturbi psicologici, sottoposti a visita neuropsichiatrica e poi indirizzati al trattamento.

Dopo questa prima fase è emerso che il 37% dei bambini tra i 3 e 5 anni aveva un disturbo psicopatologico (il 2-3% con sindrome da stress post traumatico). Mentre nella fascia tra i 6 e 14 anni, il 54% dei giovanissimi aquilani ha un problema psicologico, contro il 36% dei loro coetanei abruzzesi. Tra i minori aquilani il disturbo prevalente è l’ansia (81%), seguito dal disturbo da stress post-traumatico (15,4%, contro lo 0,4% nel resto dell’Abruzzo). “Lo studio dimostra che il dato sul disturbo da stress post-traumatico è alto ma inferiore alle previsioni – spiega Alberto Tozzi, pediatra del Bambino Gesù – e che il disturbo psicologico più frequente e rilevante è l’ansia. I più colpiti sono i minori tra i 6 e 14 anni dell’Aquila città, che hanno vissuto più da vicino il terremoto”.

Conoscere è il primo requisito per poter intervenire. Il progetto non si ferma infatti allo screening dei fattori di rischio e degli effetti prodotti da una tragedia naturale , ma, attiva processi formativi e terapeutici ad hoc. In tal senso, la ricerca ha attivato percorsi di formazione per pediatri e insegnanti per riconoscere e gestire  la Sindrome postraumatica da stress.



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