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Problemi nel prendere decisioni? Allenati con i videogame

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Gli appassionati di videogiochi – come hanno mostrato già da molti anni le ricerche di psicologia – hanno riflessi più pronti rispetto alla norma. Ora un nuovo studio pubblicato sulla rivista Current Biology evidenzia un ulteriore vantaggio nei giocatori di videogame in quella che gli psicologi chiamano inferenza probabilistica: essi riescono infatti a prendere decisioni in modo più veloce e accurato, una volta raccolte le informazioni dall’ambiente circostante.

Ciò spiegherebbe perché l’abilità nei videogame si traduca in un miglioramento nei risultati di diversi tipi di compiti, indipendentemente dal fatto che tali compiti riguardino dalle capacità attenzionali o dall’acuità visiva, ha spiegato Daphne Bavelier dell'University of Rochester.

Tale trasferimento di capacità apprese è degno di nota, secondo gli autori dello studio, dal momento che secondo le attuali conoscenze l’addestramento consente miglioramenti solo in compiti specifici: anche in quelli strettamente connessi il beneficio sembra perdersi.

Gli studiosi in questo caso hanno considerato in particolare i giochi di azione, che consistono, nella maggior parte dei casi, nel percorrere un labirinto e nello sparare ai “cattivi” che appaiono improvvisamente sulla scena. Il fatto curioso è che gli stessi effetti non si osservano nel caso di giochi di strategia o di ruolo.

Bavelier e colleghi hanno confrontato le capacità di giocatori di videogame d’azione con quelle di non giocatori mediante una serie di semplici esperimenti di presa di decisione. Ai partecipanti veniva mostrata una schiera di punti in movimento in varie direzioni, con la richiesta di individuare la direzione primaria del moto.

I giocatori di lungo corso sono così risultati i migliori nelle risposte, sia per velocità sia per accuratezza. Gli stessi soggetti eccellevano anche in un test di presa di decisioni di tipovideogame006
uditivo, in cui occorreva distinguere se sei suoni percepiti in cuffia provenissero da destra o da sinistra.

Secondo quanto ipotizzato nelle conclusioni dello studio, la ragione di un simile miglioramento ad ampio spettro sarebbe da attribuire al tipo di prestazione richiesta negli shooter game, che sono costruiti in modo da essere intrinsecamente imprevedibili, in cui non esiste un insieme di “risposte corrette”.

“A differenza dei paradigmi di apprendimento standard, che hanno una specifica soluzione, nei videogiochi d’azione le situazioni non si ripetono quasi mai”, sottolineano gli autori. “Per questo motivo, occorre capire istante per istante qual è il comportamento più efficace”.

Tratto da "LeScienze.it"



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