Psiconline ADV

Dott. Alessandro Fortunato
Arianna Ciamarone

Psiconline®
Settore Advertising
Tel. 085 817699 int.44

Contatto Skype
Il mio stato

Lunedì / Venerdì
ore 10.00 - 18.00

Chiama per qualunque
esigenza di tipo pubblicitario!
Siamo a tua disposizione
per consigliarti ed aiutarti!

Negli orari in cui non siamo presenti in sede, inviaci una email a:

Psiconlineadvmini

Ti risponderemo al più presto!

 

Psicologo? Psicoterapeuta?

Il tuo nome non può mancare.

Non puoi non farti conoscere da chi ha bisogno della tua professionalità.

Scopri le proposte che ti abbiamo riservato

Home Area Pubblica Sclerosi e autismo, famiglie sole pochi aiuti da strutture e istituzioni

pubblicità

Sclerosi e autismo, famiglie sole pochi aiuti da strutture e istituzioni
Sclerosi-multipla-150x150
ROMA
- La chiamano "disabilità invisibile", ma riguarda milioni di giovani adulti malati di sclerosi multipla e di autismo. Anni e anni per arrivare ad una diagnosi corretta, pochi farmaci per le cure, servizi socio-assistenziali assolutamente carenti.
E le risposte ai bisogni arrivano quasi sempre dalle famiglie. "E' necessaria una revisione delle disabilità e un provvedimento che preveda - dice il ministro della Salute, Renato Balduzzi - non solo le disabilità motorie, ma anche profili di carattere psico-sociale".



E' questo lo scenario del terzo rapporto "La dimensione nascosta delle disabilità" presentato oggi a Roma dal Censis e dalla Fondazione Cesare Serono nell'ambito del Progetto pluriennale "Centralità della persona e della famiglia". Quest'anno la ricerca ha puntato al vissuto delle persone affette da sclerosi multipla (SM) ed autismo ed alle loro famiglie.

I dati parlano chiaro: il 48,7% dei pazienti con SM si è rivolto a diversi medici prima di ottenere una diagnosi corrretta, addirittura il 40,1% non riusciva a convincere il sanitario sulla veridicità dei propri sintomi e il 29,5% ha ricevuto terapie per patologie diverse. Solo un malato su due (51,5%) ricorre alla fisioterapia e meno del 18% usufruisce della terapia psicologica. Drammatico l'impatto della sclerosi multipla sulla vita sociale, lavorativa e relazionale. Il 49,8% dei pazienti secondo la ricerca Censis ha subito un cambiamento in negativo della vita lavorativa. Il 60% dei malati rischiano l'isolamento sociale, il 48,% necessita di aiuto nella quotidianità anche se il dato oscilla dal 9,5% di chi è lievemente disabile fino all'83% delle forme più invalidanti. L'assistenza arriva dalle famiglie. Il 38,1% dei malati riceve assistenza quotidiana dai familiari prossimi, soltanto l'8,1% ne riceve da amici e familiari non conviventi. Le istituzioni sul territorio sono assenti: solo il 15,3% dei pazienti riceve sostegno da parte di personale pubblico (e solo il 3,3% tutti i giorni).

I servizi sanitari considerati più utili dal 52,7% dei pazienti sono i Centri clinici per la diagnosi e la cura della SM seguiti dai farmaci rimborsabili (31,1%) e dalle visite specialistiche ambulatoriali (29,4%). Numerosi i servizi sanitari che secondo i malati andrebbero rinforzati:, gli stessi Centri clinici che spesso forniscono solo le terapie farmacologiche, la specialistica ambulatoriale, le visite mediche domiciliari, i ricoveri in day hospital, ma soprattutto i servizi socio-assistenziali. Il 77,5% dei pazienti intervistati ritiene fondamentale il potenziamento dell'assistenza domiciliare.

01dx5t746mv83k9
Non meno arduo il percorso delle persone affette da autismo e delle loro famiglie. Difficile e lungo l'iter che porta alla diagnosi. Sono le madri le prime a sospettare l'autismo nell'80% dei casi e questo nel secondo anno di vita del bambino (41,2%). In media trascorrono da uno a tre anni per una diagnosi certa e nel 13,5% dei casi più di tre anni. Gli specialisti e i Centri consultati sono mediamente tre prima di arrivare alla diagnosi definitiva. I sintomi che i genitori di solito evidenziano sono quelli legati alla compromissione della comunicazione verbale e non, seguiti da problemi dell'apprendimento e, tra quelli più problematici da gestire, l'aggressività e l'autolesionismo.

Meno di un terzo dei pazienti con autismo segue una terapia farmacologica. Mentre quasi tutti i bambini autistici seguono un qualche intervento riabilitativo, tra gli adolescenti e gli adulti un buon 30% non segue alcuna terapia psicologica, pedagogica e sociale. La tipologia di trattamento più efficace stando anche alle recenti Linee guida  pubblicate di recente dall'Istituto superiore di sanità, è la terapia cognitivo-comportamentale, seguita dal 49,3% del campione. In media sono 5,2 le ore settimanali di trattamento ricevute e di queste 3,2 pagate direttamente dalle famiglie.

Diffuse tra i più piccoli la logopedia (32,8%), la psicomotricità (30,8%) e la psicoterapia (13,9%) che costituiscono il solo approccio terapeutico nel 20,5% dei casi. La scuola ha un ruolo centrale. Il 93,4% dei bambini e dei ragazzi autistici frequenta la scuola primaria e secondaria. Le ore medie di sostegno sono 15,9 a settimana. Sono i genitori che si fanno carico dell'assistenza e della sorveglianza  per un totale di 17,1 ore al giorno. L'impatto dell'autismo sulla qualità di vita e sui progetti a lungo termine delle famiglie è rilevante: il 25,9% delle madri abbandona il lavoro e il 23,4% deve ridurlo.

Tratto da psiconline.it



Pubblicità

I cookie ci aiutano a fornirti i nostri servizi.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Maggiori informazioni